E così lo zaino è nuovamente pronto, con l’essenziale. Nuovamente si parte perché non si potrebbe fare altrimenti. Sono diretto verso la culla del mondo, dove la moschea e la sinagoga e la chiesa sono una accanto all’altra, dove i muri dividono ancora in due le città, dove la verità fa di tutto per sfuggirti di mano (e quando con la testa non arrivi, è bene andare col cuore: io sto con gli ultimi). In Israele, o in Palestina, oppure, per non fare dispiacere a nessuno, in Terra Santa: dove è Tre Volte Abramo. A capire quanto sia giusto sbilanciarsi, quanto la verità stia nel mezzo, o quanto la verità sia di parte.
Le nonne possono continuare a piangere per le presunte bombe che mi uccideranno: questo è stato un mese relativamente tranquillo, e nonostante tutto, tre attentati e scontri abbastanza violenti solo in Jerusalem.
Ma se non si è un po’ sconsiderati resteremo sempre fermi. La partenza è una questione di stomaco, certe volte.
E spostare i piedi sul cemento polveroso che un tempo fu la via dei viaggiatori, che non temevano presidi militari, check point, rastrellamenti o autobombe: andavano perché erano nomadi, e si lasciavano andare dove Bellezza e Verità li chiamava. E adesso non è cambiato niente: basta fare l’inverso di una bomba, fare silenzio, e ascoltare il respiro del mondo.
E in un certo senso (in pochi possono capire) questa partenza è piuttosto definitiva.

Byebye (e l’augurio più bello che due uomini si possano scambiare…)

-Buona Strada-

ionontremo88 @ 11:40 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
(Ché l'attualità ci sommerge e il caldo ci spreme, e si potrebbe restare nelle solite comode vie dove tutto è garantito, dove ti applaudono gli avverbi e l'ironia e le astuzie di chi gioca con le parole per il gusto di farlo, aspettando sorrisi. E invece, quando si sta troppo comodi, è bene iniziare a scomodarsi, che le poltrone sono prigioni, e niente - così pare - è più assurdo e rischioso di tentare la poesia.


al cadere alle sei della sera in collina l’orizzonte si apre
al rosso del vero perde posto
l’ombra che resta a far compagnia alle notti dei pazzi
che non sanno dormire
che al sospiro del giorno che cede un saluto alla notte
una luce degli occhi all’incanto un sorso di inchiostro
alle nubi e al sipario la Strada che stende un messaggio
al momento in cui solo la lacrima che bagna la terra
dà un frutto più grande del frutto che ragione può dare:
è solo illusione capire chi scrive dall’alto
la poesia che ogni uomo compone
e che all’alba di questo splendore
non importa del sole e riposa
la pretesa di entrare
come nota che dal petto risuona
la ragione del viaggio contempla
nell’andare continuo di nubi
il sorriso di Dio passare

E chiedendosi se è bello, o solo presuntuoso, o patetico, o con che diritto il giovin coglione rifugge a momenti dal certo per arrogarsi diritti - come quello del tentativo -, non si aspettano risposte, e non si aspettano sorrisi, ché se avessimo cercato quelli, sarebbe bastato restare dove eravamo, nella giustezza del non osare più. E invece si è più sovversivi così. Non perché sia giusto sovvertire qualcosa, ma perché sentiamo di doverlo fare. Che a non farlo, a volte, sarebbe come vivere meno. E ora invece ha rischiato, e tanto basta, chiusa parentesi)

Byebye
ionontremo88 @ 19:01 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
In fondo, per salvare il mondo dal disastro climatico, dall'effetto serra, dai danni chimici, dal buco dell'ozono, basterebbe: produrre meno rifiuti, fare la raccolta differenziata, usare i mezzi pubblici, non fumare sigarette o altre cose fumabili, non appiccare incendi nei boschi perché volevamo fare una cenetta rustica e particolare a base di salsicce ma sai com’è le fiamme sono cresciute e il sottobosco si è infiammato, investire sull’eolico e sull’energia solare (visto che ora di sole ce n’è abbastanza) e soprattutto non generare calore superfluo stusciandosi gli uni agli altri sulla pista da ballo liscio della festa dell’Unità.

Ma visto che in era di globalizzazione, mondializzazione, comunicazione, informazione, cooperazione, trasformazione, e crisi degli autotrasporti, è pressoché impossibile pensare di vedere l’umanità rimanere ferma in casa per cause ecologiche, c’è da pensare ad altro.
Siamo una specie furba noi umani: tra salvarsi e fare “le nostre cose”, preferiamo molto di più le nostre cose, per il semplice motivo che siamo attaccati al concetto di proprietà eccetera, e che agiamo secondo la massima “ciò che è mio è mio, ciò che è comune è di nessuno”.
Quindi, la soluzione unica a tutti i problemi, unica via per salvarci dal destino in cui il nostro egoismo ci sta portando, a cui i grandi scienziati non sono mai arrivati, a cui i politici dell’occidente non vogliono dare ascolto perché tengono troppo al petrolio…è questa:

Motore totalmente ecologico ed eterno, semplice da montare:

"Prendiamo il nostro scatolone fabbricane, e tiriamo fuori:
un gatto, una fetta di pane, del burro, del nastro adesivo.
Prendete un coltello (dalla punta arrotondata) e spalmate il burro sul pane.
Attaccate col nastro adesivo la fetta di pane imburrato al dorso del gatto.
Lanciate il Gatto-PaneImburrato in aria, o provate a farlo cadere"

Si osserva che:

-poiché è risaputo che i gatti atterrano sempre in piedi (test biologico)
-poiché è risaputo che una fetta di pane e burro cade sempre dalla parte del burro (corollario della legge di Murphy)

Il vostro Gatto-PaneImburrato inizierà a ruotare su se stesso, e continuerà a farlo in eterno.
E' impossibile che tocchi terra né sulle zampe né sulla schiena, e quindi rimarrà a mezz'aria, realizzando un dispositivo antigravitazionale vorticante.

Ecco a voi un motore pulito ed eterno.

E ora che siamo salvi, torniamo a prendere il sole.

Byebye

P.s. I miei più sentiti ringraziamenti, a nome dell'intera umanità, alle persone di buone volontà che fanno circolare in rete, luogo di verità e democrazia, notizie altrimenti oppresse dalla censura.

 

ionontremo88 @ 14:39 | commenti (19)(popup) | commenti (19)