(e così, per sfuggire alla pesantezza di certe considerazioni variopinte di carattere socio-politico-economico-letterario-calcistico-eccetera, ci si ritrova a scriver le solite minchiate)
“Scusami, volevo farti una domanda importante”
“dimmi”
“Mi ami ancora?”
“sì”
“quanto?”
“3,18”
“uh?”
“…”
“ma scusa eh”
“sì”
“3,18 cosa?”
“3,18 udaq!”
“udaq?”
“UnitàDiAmoreQuantizzato. E’ un’unità di misura. Internazionale”
“accidenti”
“è utile, perché permette di capire senza margine di errore quanto bene intercorre tra due persone”
“figo”
“ci sono alcuni parametri che vanno sommati moltiplicati divisi e integrati, e alla fine viene fuori una cifra, espressa in udaq”
“accidenti bello”
“i parametri sono: accelerazione cardiaca, profondità di schiavitù emozionale, predisposizione a considerare tutto ciò che non va, regali mensili, cuori peluches per camera, lunghezza del pene/disponibilità della vagina, grado di sopportabilità dei parenti rispettivi, uniformità di capi vestiari, conformità di generi musicali, peso del portafogli espresso in chilogrammi, grado di rivalità delle rispettive squadre del cuore, altezza, peso, numero di scarpe, distanza espressa in metri tra le abitazioni (in caso i due non vivessero sotto lo stesso tetto)/distanza media espressa in metri tra i bordi delle superfici occupate nel sonno nel letto matrimoniale(in caso di matrimonio o altre varie forme di convivenza), titolo di studio, grado di apprezzamento dei prodotti Ikea, simpatie politiche espresse in litri di vomito”
“ganzo”
“ah, già, dimenticavo: tutto diviso per i giorni della sperimentata frequentazione”
“eh, beh, logico”
“già”
“e come hai fatto a scoprire di questa cosa?”
“su internet, mi sono informato un po’, e ho trovato il modo di fare questo piccolo test”
“non ti bastava la bellezza dello stare insieme?”
“sìsì, ma volevo la conferma scientifica”
“…”
“sensate esperienze e necessarie dimostrazioni, come diceva Galileo”
“mmm”
“pensa, ho provato anche a fare il test con i parametri di altre ragazze”
“perché scusa?”
“un po’ di sana curiosità scientifica!”
“mmm”
“comunque i risultati sono confortanti sotto diversi aspetti. Nessuna delle ragazze considerate ti ha superato. Quella che più si avvicina a te (la chiameremo X’), pensa, ha preso solo 2,92 udaq”
“menomale”
“credo di aver riscontrato una piccola falla nel meccanismo, o un errore di calcolo. La nonna ha totalizzato 24,34 udaq. Più di quanto intercorreva – spiegava il sito – tra Topolino e Minnie”
“e perché hai provato con tua nonna?”
“boh, così, curiosità scientifica…”
“comunque accidenti, sono stupita, nonna a parte, dell’affidabilità di questo metodo scientifico”
“già”
“pensa, adesso sai esattamente di volermi 3,18 udaq di bene. E’ una cosa precisa, non c’è scampo!”
“già”
“è inespugnabile”
“sì”
“la nostra felicità di coppia è ben calcolata e provata e dimostrata scientificamente”
“proprio così”
“la scienza, credo, ti ha annunciato che siamo uniti e stabili”
“già”
“ecco, bene. Sai perché ti ho chiesto se mi amavi ancora, e quanto?”
“perché?”
“perché ti lascio, ho un altro da due mesi”

---fine---
(la foto a sinistra dovrebbe rispecchiare tutto il senso dell'abbandono, della solitudine, della disperazione, del cuore infranto, e degli emo)
Poi avrei da annunciare che adesso comunque tutto è migliore, perché Billy, la mia nuova libreria Ikea, mi ha fatto scoprire la bellezza di quel mondo di origine svedese, che assomiglia così tanto, almeno nei cataloghi, al concetto più alto di felicità. Sembra che te la vendano a pezzettini da ricomporre, la felicità. E la cosa grandiosa è che funziona pure.
(Mi sentivo tipo Geppetto con Pinocchio, ma senza trucioli, nasi allungabili e altri riferimenti fallici. Ma lasciamo stare via)
Non parlerò mai più di politica (o almeno fino a che le contingenze non renderanno certe considerazioni inevitabili. Ma nel frattempo siate vigilanti!)
Byebye