Vi segnalo la mia presenza su Setteperuno, dove ogni mercoledì di maggio, per quattro volte, mi troverete con i mini racconti a puntate dedicati a "Libero e i segnali di fumo". Ovviamente avete il dovere praticamente morale di leggere, votare con le stelline, e commentare.
Tra le altre cose, lì, compaiono a caratteri cubitali i miei nomi e i miei cognomi. Che è una sorta di muro abbattuto per un diamine di blogger. La prima puntata in ogni caso è qui.

Prossimamente casomai penserò a mettere su qualche racconto in .pdf o chissacché.

Vi auguro ogni sorta di bene, serenità a grappoli, e il sole giusto di maggio, che è notoriamente tra i migliori che siano stati inventati.

byebye
danip

AGGIORNAMENTO: ecco qui la seconda puntata ; beccatevi la terza e l'ultima

ionontremo88 @ 09:49 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
(e così, per sfuggire alla pesantezza di certe considerazioni variopinte di carattere socio-politico-economico-letterario-calcistico-eccetera, ci si ritrova a scriver le solite minchiate)

“Scusami, volevo farti una domanda importante”
“dimmi”
“Mi ami ancora?”
“sì”
“quanto?”
“3,18”
“uh?”
“…”
“ma scusa eh”
“sì”
“3,18 cosa?”
“3,18 udaq!”
“udaq?”
“UnitàDiAmoreQuantizzato. E’ un’unità di misura. Internazionale”
“accidenti”
“è utile, perché permette di capire senza margine di errore quanto bene intercorre tra due persone”
“figo”
“ci sono alcuni parametri che vanno sommati moltiplicati divisi e integrati, e alla fine viene fuori una cifra, espressa in udaq”
“accidenti bello”
“i parametri sono: accelerazione cardiaca, profondità di schiavitù emozionale, predisposizione a considerare tutto ciò che non va, regali mensili, cuori peluches per camera, lunghezza del pene/disponibilità della vagina, grado di sopportabilità dei parenti rispettivi, uniformità di capi vestiari, conformità di generi musicali, peso del portafogli espresso in chilogrammi, grado di rivalità delle rispettive squadre del cuore, altezza, peso, numero di scarpe, distanza espressa in metri tra le abitazioni (in caso i due non vivessero sotto lo stesso tetto)/distanza media espressa in metri tra i bordi delle superfici occupate nel sonno nel letto matrimoniale(in caso di matrimonio o altre varie forme di convivenza), titolo di studio, grado di apprezzamento dei prodotti Ikea, simpatie politiche espresse in litri di vomito”
“ganzo”
“ah, già, dimenticavo: tutto diviso per i giorni della sperimentata frequentazione”
“eh, beh, logico”
“già”
“e come hai fatto a scoprire di questa cosa?”
“su internet, mi sono informato un po’, e ho trovato il modo di fare questo piccolo test”
“non ti bastava la bellezza dello stare insieme?”
“sìsì, ma volevo la conferma scientifica”
“…”
“sensate esperienze e necessarie dimostrazioni, come diceva Galileo”
“mmm”
“pensa, ho provato anche a fare il test con i parametri di altre ragazze”
“perché scusa?”
“un po’ di sana curiosità scientifica!”
“mmm”
“comunque i risultati sono confortanti sotto diversi aspetti. Nessuna delle ragazze considerate ti ha superato. Quella che più si avvicina a te (la chiameremo X’), pensa, ha preso solo 2,92 udaq”
“menomale”
“credo di aver riscontrato una piccola falla nel meccanismo, o un errore di calcolo. La nonna ha totalizzato 24,34 udaq. Più di quanto intercorreva – spiegava il sito – tra Topolino e Minnie”
“e perché hai provato con tua nonna?”
“boh, così, curiosità scientifica…”
“comunque accidenti, sono stupita, nonna a parte, dell’affidabilità di questo metodo scientifico”
“già”
“pensa, adesso sai esattamente di volermi 3,18 udaq di bene. E’ una cosa precisa, non c’è scampo!”
“già”
“è inespugnabile”
“sì”
“la nostra felicità di coppia è ben calcolata e provata e dimostrata scientificamente”
“proprio così”
“la scienza, credo, ti ha annunciato che siamo uniti e stabili”
“già”
“ecco, bene. Sai perché ti ho chiesto se mi amavi ancora, e quanto?”
“perché?”
“perché ti lascio, ho un altro da due mesi”

---fine---
(la foto a sinistra dovrebbe rispecchiare tutto il senso dell'abbandono, della solitudine, della disperazione, del cuore infranto, e degli emo)

Poi avrei da annunciare che adesso comunque tutto è migliore, perché Billy, la mia nuova libreria Ikea, mi ha fatto scoprire la bellezza di quel mondo di origine svedese, che assomiglia così tanto, almeno nei cataloghi, al concetto più alto di felicità. Sembra che te la vendano a pezzettini da ricomporre, la felicità. E la cosa grandiosa è che funziona pure.
(Mi sentivo tipo Geppetto con Pinocchio, ma senza trucioli, nasi allungabili e altri riferimenti fallici. Ma lasciamo stare via)
Non parlerò mai più di politica (o almeno fino a che le contingenze non renderanno certe considerazioni inevitabili. Ma nel frattempo siate vigilanti!)
Byebye


ionontremo88 @ 15:53 | commenti (29)(popup) | commenti (29)
14/03/2008 | in : musica, sesso, pensieri sommari, politica ehm

Ai concerti non si va e stop. Si va in un certo modo.
Ai concerti si arriva prima. Molto prima. Almeno un’ora e mezzo. Per prepararsi, per fare pronostici sulla scaletta, per bere birra, per sfoggiare magliette radiose di gruppi epici, per ruttare senza rimpianti, per ricordare i bei tempi andati, tipo quel concerto di tre anni fa dove presi una gomitata nel naso eccetera. Si va prima per far salire la tensione, a sedere sotto il palco.
Il biglietto indica “inizio spettacolo ore 21.30”. Tutti sappiamo che prima delle 22e15 nessuno salirà sul palco. Ma alle 21.30, ben consci del naturale e programmato ritardo, dobbiamo iniziare a preoccuparci, a dire quando arrivano quando arrivano, fuori fuori, e cose così. Fa parte del rito. Ci si lamenta: qui dentro non si può fumare, che palle. Oppure: che palle, qui dentro non si potrebbe fumare ma fumano tutti. Tanto per dire qualcosa.
(poi il concerto inizia)
La posizione giusta ufficiale del buon giovane cazzone rock è a pochi metri dal palco. Non attaccati alle transenne, dove in realtà si batte continuamente costole braccia e mammelle sui ferri, ma un po’ dietro, dove infurierà il pogo.
Si poga con correttezza. Spallate, danze, passettini scoordinati, spintarelle. Se qualcuno cade, si blocca chi ci sta intorno, ci si mette a cerchio attorno alla persona caduta, per proteggerla, per farla rialzare, per chiedere tutto bene? Quando la persona si alza si riprende a fare il porco lavoro di gomiti, con la vaga sensazione di essere dei gentiluomini, dei benefattori, di essere persone che sanno divertirsi senza farsi male.
Il pogo non è una scusa per toccare tette e culi. Le donne invece sono autorizzate a farlo. Non so perché, ma le cose stanno così. Se fa molto caldo ci si può spogliare: si può togliere la maglietta e sbatacchiarsi strusciarsi e rivoltarsi belli sudati tra la folla. È vietato togliersi la maglietta se si ha un bel fisico: quello si fa a Riccione a Rmini e a Pinarella di Cervia. Ai concerti è importante essere flaccidi, bianchicci, pieni di nei, peli, puzzolenti. Non farà schifo a nessuno: farà folklore.
Ai concerti si va con uno zainetto, dentro a cui si può inserire felpe, giubbotti, macchine fotografiche, portafogli eccetera. Anche lo spray antizanzare, ai concerti estivi. Avere lo zaino può essere fastidioso nel mezzo al pogo. Tranquillo, ci sarà nel vostro gruppo di amici qualcuno che odia il pogo e segue il concerto a distanza e che si offrirà gentilmente di prendervi lo zaino.
Durante il concerto non si beve: si beve prima e/o dopo.
Durante il concerto, durante gli assoli, si gode: si chiude gli occhi e si leva la faccia al cielo, rendendo grazie per i vari orgasmi musicali.
Non ha senso essere estetici e presentabili, la bruttezza e il puzzo sono anzi ben accetti.
È un mondo genuino e biologico. Le siliconate, ad esempio, vadano in discoteca, o a teatro, ma non ai concerti rock.
Può darsi che durante lo spettacolo qualcuno (tra la folla o dal palco) inneggi a movimenti politici o varie tipologie di rivoluzione. Tutti rispondono in coro, alzando pugni, urlando il nome di politici eccetera. Tutti. Se a voi lo slogan non convince non sentitevi in dovere di uniformarvi agli altri: è statisticamente provato che almeno la metà delle persone che urla in coro non crede in quello che dice, ma agisce solo perché incapace di intendere e di volere. Oppure unitevi al coro, in nome del partito del rock.
Se il cantante dal palco vi offende, vi sputa, insinua di aver avuto rapporti con vostra madre o con vostra sorella, vi lancia oggetti pericolosi (quali bottiglie di vetro), compie gesti provocatori, voi applaudite e simulate l’orgasmo. Non so perché, ma va fatto. E funziona pure.
Se il cantante dice forza Inter applaudite, anche se tifate per la Fiorentina o per l’Atletico Van Goof.
Alla fine del concerto andate via felici e sudati: vi verrà in mente: ho forse peccato un po’ di idolatria? Ho trattato forse una rock band come un vitello d’oro?
Probabilmente la risposta è sì. Ma fregatevene: giustificatevi dicendo che la divinità è una, immensa e incommensurabile, e che voi avete solo venerato un’accezione particolare del Tutto. Riconciliati dal punto di vista spirituale andate pure a bere, o a letto, a quel punto conta poco.

E mi pare ovvio, senza spiegazioni logiche, affermare che ci sono conformismi migliori di altri, modi di essere branco migliori di altri, modi di essere massa non pensante migliori di altri. Ovviamente l'arbitrarietà della valutazione è un optional.
---

(e lei, Amica, la sera saluta così: notte cielo stellato di sogni, notte poeta, viandante, errante cercatore di verità, notte alla bellezza di questo giorno di sole, di frammenti di felicità, notte)

tutto ciò, dentro di me, in mimminore.

ionontremo88 @ 19:03 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
su un post non riuscito e su questa dannazione estiva (e sulle donne nude tette grosse sesso maschi muscolosi olè)

Avevo iniziato un post sulla Loggia P2. Mi sono accorto che due pagine non sarebbero servite a niente. Casomai prima o poi ci riprovo, cercando di essere più sintetico ma altrettanto spaventoso. Ce l’ho molto a cuore questa storia della P2, è la prima indagine che ho svolto personalmente.
(e insomma, a 16 anni in genere non è che si facciano queste indagini. Ma rimasi talmente segnato che oggi ancora non mi sono messo l’anima in pace. E siccome so che la maggioranza della gente di tutta questa storia ne sa quasi quanto dell’orogenesi dei monti caucasici, beh, allora sì che alla mia voce viene voglia di gridare. O meglio: alle mie mani viene voglia di battere sulla tastiera).
(ognuno ha le sue armi. E le più silenziose sono le più efficienti)
Perché in fondo –a parte le acrobazie sintattiche in cui noi blogger spesso ci lanciamo-, uno degli scopi assoluti della vita dell’uomo deve essere andare incontro alla Verità.
(non sarebbe stato impossibile: ma nei secoli, giorno per giorno, abbiamo deciso di ricoprirla di fumante letame, fino a sommergerla. E ora è un po’ scomodo, scavare a fondo ficcando la faccia nella popò. (Oddio, magari non tutti sanno cos’è popò, termine che avevo usato per evitare la ripetizione con “letame” e per non essere volgare. C’è chi, ad esempio, dice pupù. Oppure kakka. Oppure, molto più comunemente merda.)
(Non vi scandalizzate, miei cari lettori, perché la schifezza sovraccittata l’abbiamo fatta noi).

 
(bene, è un periodo, a quanto pare, che non c’è verso di essere produttivi)
Ah, una cosa, abbastanza importante. È estate, ve ne sarete accorti. Io sono solo in casa. Solo come un cane solissimo. Io e i miei paletti dove posso alzare la gamba per fare pipì (pipì si dice nello stesso modo in tutta Italia?). Insomma, sono solo, con 40 gradi. Roba da fare le frittelle sulle mattonelle in terrazza. Ecco. A metà luglio. Ho ancora dieci giorni prima di partire.
Ragazze, nemmeno a pagare. Ché se le pagassi si tratterebbe di prostituzione. (ma come sei stupido, “nemmeno a pagare” è un modo di dire, non è che uno si mette sul serio a pagare una ragazza. Ah, scusa, sono stato uno sciocco, ma non volevo creare fraintendimenti.)
(vedete: sono passato addirittura al monologo interiore. Commento i miei pensieri.)
(gollum, gollum)
Insomma, non una ragazza. Chissà se riuscirò a sorpassare la liquefazione dell’estate. (In ogni caso, spero che la gente preferisca bere un me liquefatto, che non la drive beer)
Se c’è qualcuno che vuole venire qua a salvarmi da questa dannazione è benvenuto.
Byebye

p.s. come avrete notato, la parte del titolo tra parentesi non è presente nel post. Era una mossa pubblicitaria. Ho imparato da Studio Aperto. Scommetto che ha funzionato, e che qualcuno di voi ha letto per sentire parlare di sesso. Non fate finta di nulla, vi ho beccati... :-)

(bene. Vado in terrazza, a tentare una danza della pioggia e una dell’amore)

ionontremo88 @ 17:24 | commenti (26)(popup) | commenti (26)